Legge Regionale n.8/2005 14 FEBBRAIO 2005

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Legge regionale 23 febbraio 2005, n. 8
(comprensiva delle modifiche apportate CON LA LEGGE REGIONALE N°10 DEL 02/08/2006 ).
Norme in materia di accertamento della regolarità contributiva delle imprese.
Il Consiglio regionale ha approvato
il Presidente della Giunta regionale promulga la seguente legge regionale
Art. 1
1. Per i lavori privati soggetti a denuncia di inizio attività (DIA) o a permesso di costruire, ai sensi
degli articoli 10 e 22 del d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia) e non eseguiti in economia, il committente o il responsabile dei
lavori può affidare al direttore dei lavori o, qualora previsto, al coordinatore per l’esecuzione,
l’incarico di:
a) acquisire, all’inizio ed alla conclusione dei lavori, il documento unico di regolarità contributiva e
trasmetterlo al Comune competente;
b) trasmettere, prima dell’inizio dei lavori, allo sportello unico, costituito da INPS, INAIL e casse
edili, la notifica preliminare nei casi previsti dall’articolo 11 del d.lgs. 14 agosto 1996, n. 494
(Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da
attuare nei cantieri temporanei o mobili).
2. il direttore dei lavori o, qualora previsto, il coordinatore per l’esecuzione predispone
all’apertura del cantiere un registro delle presenze, nel quale ogni impresa esecutrice, appaltatrice o
subappaltatrice annota all’inizio della giornata lavorativa la presenza dei propri operai.
2 bis. il direttore dei lavori o, qualora previsto il coordinatore per l’esecuzione verifica
almeno una volta al mese l’eventuale presenza in cantiere di personale non autorizzato,
attraverso l’esame del registro di cui al comma 2, nonché del libro matricola presente anche
in copia dichiarata conforme all’originale ai sensi dell’articolo 19 del d.p.r. 28 dicembre 2000
n° 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa). Le eventuali irregolarità riscontrate sono comunicate al
committente o al responsabile dei lavori e allo sportello unico.
3. Il documento unico di regolarità contributiva (DURC) per i lavori pubblici e privati è rilasciato
dallo sportello unico avente sede presso la cassa edile di riferimento contrattuale e territorialmente
competente ai sensi del CCNL medesimo, alla quale l’impresa è obbligata ad iscriversi.
(interpretazione autentica dell’art 1 comma 3
Il comma 3 dell’art 1 della L.R. n° 8/2005 va interpretato nel senso che la cassa edile di
riferimento contrattuale, abilitata al rilascio del documento unico di regolarità contributiva
(DURC) è ciascuna cassa costituita ed operante nella regione ai sensi dei contratti e degli
accordi collettivi stipulati tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei
datori di lavoro che hanno sottoscritto l’avviso comune del 16 dicembre 2003. L’obbligo di
iscrizione riguarda tutte le imprese edili con cantieri attivi nel territorio regionale ed è
stabilito nei confronti delle casse edili operanti ai diversi livelli territoriali, sia provinciale
che regionale, con riferimento all’ubicazione del cantiere)
4. L’impresa è tenuta ad osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai
contratti collettivi nazionali e territoriali di lavoro del settore.
5. Il Comune effettua controlli a campione sul rispetto degli adempimenti di cui ai commi 1 e 2.
L’INPS, l’INAIL e le casse edili possono svolgere specifici controlli oppure richiederne al Comune
l’effettuazione.
6. In caso di mancato rispetto degli adempimenti di cui ai commi 1 e 2, il Comune è tenuto a
comunicare:
a) i nominativi dei professionisti inadempienti ai competenti consigli degli ordini e collegi
professionali ai fini dell’eventuale applicazione delle sanzioni previste dalla normativa
vigente;
b) le imprese inadempienti alla Regione ai fini della pubblicazione in un apposito elenco nel
Bollettino ufficiale. L’inserimento nell’elenco comporta la loro esclusione, per la durata di un anno,
dall’affidamento di appalti a trattativa privata, nonché di subappalti, di lavori da parte della Regione,
degli enti locali e degli enti dipendenti dalla Regione.
7. Per quanto non previsto dal comma 6 si applicano le sanzioni vigenti in materia di contribuzione
a favore dei lavoratori e di sicurezza nei cantieri.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e farla osservare come legge regione Marche.
Data ad Ancona, addì 23 febbraio 2005
IL PRESIDENTE:
(Vito D’Ambrosio)
AI SENSI DELL’ARTICOLO 5 DELLA LEGGE REGIONALE 28 LUGLIO 2003, N. 17, IL
TESTO DELLA LEGGE REGIONALE VIENE PUBBLICATO CON L’AGGIUNTA DELLE
NOTE A CURA DEL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI.
IN APPENDICE ALLA LEGGE REGIONALE, AI SOLI FINI INFORMATIVI, SONO ALTRESÌ
PUBBLICATI:
a) LE NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE (A CURA DEL
SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI) ;
b) L’UFFICIO O SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL’ATTUAZIONE (A CURA
DEL SERVIZIO ORGANIZZAZIONE).
NOTE
Nota all’art. 1, comma 1:
Il testo degli articoli 10 e 22 del d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia) è il seguente:
“Art. 10 – (L-Interventi subordinati a permesso di costruire) (legge n. 10 del 1977, art. 1; legge 28
febbraio 1985, n. 47, art. 25, comma 4) – 1. Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica
ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:
a) gli interventi di nuova costruzione;
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte
diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della
sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone
omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso.
2. Le regioni stabiliscono con legge quali mutamenti, connessi o non connessi a trasformazioni
fisiche, dell’uso di immobili o di loro parti, sono subordinati a permesso di costruire o a denuncia di
inizio attività.
3. Le regioni possono altresì individuare con legge ulteriori interventi che, in relazione all’incidenza
sul territorio e sul carico urbanistico, sono sottoposti al preventivo rilascio del permesso di
costruire. La violazione delle disposizioni regionali emanate ai sensi del presente comma non
comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 44.”
“Art. 22 -(L-Interventi subordinati a denuncia di inizio attività) (decreto-legge 5 ottobre 1993, n.
398, art. 4, commi 7, 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, come
modificato dall’art. 2, comma 60, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nel testo risultante dalle
modifiche introdotte dall’art. 10 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669; decreto- legge 25
marzo 1997, n. 67, art. 11, convertito, con modifiche, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135; decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, in part. articoli 34 ss, e 149).
1. Sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività gli interventi non riconducibili all’elenco di
cui all’articolo 10 e all’articolo 6, che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei
regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente.
2. Sono, altresì, realizzabili mediante denuncia di inizio attività le varianti a permessi di costruire
che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione
d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le eventuali
prescrizioni contenute nel permesso di costruire. Ai fini dell’attività di vigilanza urbanistica ed
edilizia, nonché ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tali denunce di inizio attività
costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell’intervento
principale e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.
3. In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio
attività:
a) gli interventi di ristrutturazione di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c);
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da
piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano
attuativo, che contengano precise disposizioni plano- volumetriche, tipologiche, formali e
costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in
sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti; qualora i piani attuativi
risultino approvati anteriormente all’entrata in vigore della legge 21 dicembre 2001, n. 443, il
relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta gio rni dalla richiesta degli interessati; in
mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga
accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani
attuativi con le caratteristiche sopra menzionate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici
generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
4. Le regioni a statuto ordinario con legge possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle
disposizioni di cui ai commi precedenti. Restano, comunque, ferme le sanzioni penali previste
all’articolo 44.
5. Gli interventi di cui al comma 3 sono soggetti al contributo di costruzione ai sensi dell’articolo
16. Le regioni possono individuare con legge gli altri interventi soggetti a denuncia di inizio attività,
diversi da quelli di cui al comma 3, assoggettati al contributo di costruzione definendo criteri e
parametri per la relativa determinazione.
6. La realizzazione degli interve nti di cui ai commi 1, 2 e 3 che riguardino immobili sottoposti a
tutela storico-artistica o paesaggistica-ambientale, è subordinata al preventivo rilascio del parere o
dell’autorizzazione richiesti dalle relative previsioni normative. Nell’ambito delle norme di tutela
rientrano, in particolare, le disposizioni di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
7. È comunque salva la facoltà dell’interessato di chiedere il rilascio di permesso di costruire per la
realizzazione degli interventi di cui ai commi 1 e 2, senza obbligo del pagamento del contributo di
costruzione di cui all’articolo 16, salvo quanto previsto dal secondo periodo del comma 5. In questo
caso la violazione della disciplina urbanistico-edilizia non comporta l’applicazione delle sanzioni di
cui all’articolo 44 ed è soggetta all’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 37.”
Nota all’art. 1, comma 1, lettera b):
Il testo dell’articolo 11 del d.lgs. 14 agosto 1996, n. 494 (Attuazione della direttiva 92/57/CEE
concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o
mobili) è il seguente:
“Art.11 – (Notifica preliminare ) – 1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio
dei lavori, trasmette all’azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro
territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’allegato III nonché
gli eventuali aggiornamenti, nei seguenti casi:
a) cantieri di cui all’articolo 3, comma 3;
b) cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla
lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;
c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento
uomini- giorno.
2. Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a
disposizione dell’organo di vigilanza territorialmente competente.
3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni in attuazione dell’articolo 20 del
decreto legislativo n. 626 del 1994 hanno accesso ai dati relativi alle notifiche preliminari presso gli
organi di vigilanza.”
Nota all’art. 1, comma 6, lettera a):
Il testo del comma 2, dell’articolo 29 del d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia) è il seguente:
“Art. 29 – (L- Responsabilità del titolare del permesso di costruire, del committente, del costruttore
e del direttore dei lavori, nonché anche del progettista per le opere subordinate a denuncia di inizio
attività) (legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 6; decreto-legge 23 aprile 1985, n. 146, art. 5-bis,
convertito con modificazioni, in legge 21 giugno 1985, n. 298; decreto- legge 5 ottobre 1993, n.
398,
art. 4, comma 12, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493; decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articoli 107 e 109) – Omissis
2. Il direttore dei lavori non è responsabile qualora abbia contestato agli altri soggetti la violazione
delle prescrizioni del permesso di costruire, con esclusione delle varianti in corso d’opera, fornendo
al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale contemporanea e motivata
comunicazione della violazione stessa. Nei casi di totale difformità o di variazione essenziale
rispetto al permesso di costruire, il direttore dei lavori deve inoltre rinunziare all’incarico
contestualmente alla comunicazione resa al dirigente. In caso contrario il dirigente segnala al
consiglio dell’ordine professionale di appartenenza la violazione in cui è incorso il direttore dei
lavori, che è passibile di sospensione dall’albo professionale da tre mesi a due anni.
Omissis.”
a) NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE:
* Proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale n. 282 del 27 dicembre 2004;
* Relazione della III Commissione consiliare permanente in data 27 gennaio 2005;
* Deliberazione legislativa approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 14 febbraio 2005, n.
225.
b) STRUTTURA REGIONALE RESPONSABILE DELL’ATTUAZIONE:
POSIZIONE DI FUNZIONE OSSERVATORIO REGIONALE SUGLI APPALTI PUBBLICI DI
LAVORI, SERVIZI E FORNITURE

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