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2 Febbraio 2026

Fondo Prevedi e Legge di Bilancio 2026: le principali novità

Il settore edile sta attraversando una fase di importanti cambiamenti normativi che impattano direttamente sulla previdenza complementare.
Due sono i pilastri di questa evoluzione: l'Accordo Prevedi del 4 luglio 2025 e le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

In questo articolo esploreremo come queste modifiche influenzeranno aziende e lavoratori, con un focus particolare sulle nuove modalità di adesione e sulle prestazioni pensionistiche.

1. L’Accordo Prevedi del 4 Luglio 2025: Nuove Regole per i Contratti Brevi
L’obiettivo principale di questo accordo è ottimizzare l'efficienza amministrativa, riducendo le micro-posizioni previdenziali generate da rapporti di lavoro di brevissima durata.

Cosa cambia dal 1° ottobre 2025?
Per tutti i nuovi rapporti di lavoro avviati dopo il 1° ottobre 2025 che hanno una durata pari o inferiore a tre mesi, il versamento del contributo contrattuale a Prevedi non è più automatico.
Il contributo sarà dovuto solo se il lavoratore attiva (o ha già attive) delle quote volontarie a proprio carico o conferisce il TFR al fondo.

Le implicazioni per le aziende:

Verifica all'assunzione: L'azienda deve controllare se il lavoratore ha già aliquote volontarie attive tramite il portale Prevedi o il sistema della Cassa Edile.

Gestione dei contributi: Se il lavoratore non attiva quote volontarie nei primi tre mesi, il contributo contrattuale non è dovuto al Fondo. In questo caso, l'azienda dovrà invece versare un apposito emolumento retributivo direttamente al lavoratore.

2. Legge di Bilancio 2026: Verso l’Adesione Automatica
La nuova Legge di Bilancio introduce una svolta storica per favorire la previdenza tra i giovani e i neo-assunti: l'adesione automatica.

Dal 1° luglio 2026:

Silenzio-assenso accelerato: Il termine per scegliere la destinazione del TFR scende da 6 mesi a soli 60 giorni.

Iscrizione completa: Se il lavoratore non esprime una scelta entro questo termine, scatta l'iscrizione automatica al fondo contrattuale (come Prevedi). L'adesione non riguarderà solo il TFR, ma includerà anche la contribuzione minima a carico della ditta e del lavoratore prevista dal CCNL.

3. Nuove Opzioni per la Liquidazione del Montante
Una delle novità più apprezzate riguarda la flessibilità nel momento del pensionamento. La rendita vitalizia non sarà più l'unica strada obbligata sopra certe soglie.

Ecco le nuove alternative introdotte dal 1° luglio 2026:

Capitale fino al 60%: La quota massima richiedibile come capitale una tantum sale dal 50% al 60% del montante accumulato.

Rendita a Durata Definita (RDD): Una prestazione erogata direttamente dal Fondo per un numero di anni basato sulla speranza di vita residua (dati ISTAT), con una tassazione agevolata al 15-9%.

Prelievi Liberi: L'aderente potrà decidere di effettuare prelievi flessibili secondo le proprie necessità, sempre entro i limiti del montante maturato.

Erogazione Frazionata: Una sorta di ritiro programmato del montante per un periodo non inferiore a 5 anni, con un'aliquota fiscale che parte dal 20% e si riduce fino al 15% in base agli anni di permanenza nel fondo.

4. Altre Novità Fiscali e Portabilità
La Legge di Bilancio 2026 porta con sé anche piccoli ma significativi aggiustamenti fiscali:

Nuovo limite di deducibilità: Il tetto massimo per la deduzione fiscale dei contributi versati sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro.

Premi di produttività: Per il biennio 2026-2027, l'imposta sostitutiva sui premi di risultato scende all'1% entro un limite di 5.000 euro.

Portabilità del contributo datoriale: Viene rimosso il limite che legava il contributo dell'azienda alla permanenza nel fondo negoziale, aprendo alla possibilità di trasferire tale contributo anche verso fondi aperti o PIP (previo chiarimento delle autorità competenti).

In conclusione
Le nuove norme puntano a rendere la previdenza complementare più accessibile, flessibile e vantaggiosa.
Per le aziende del settore edile, sarà fondamentale aggiornare le procedure di assunzione e gestione contributiva per farsi trovare pronti alle scadenze di ottobre 2025 e luglio 2026

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